Se il tempo a disposizione è poco, chiudi gli occhi e sogna, avrai tutto il tempo che ti occorre.
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Isteria di un cittadino qualunque involontaria e indotta

18 maggio 2016

A tutti noi potrebbe capitare di scoprirci improvvisamente isterici e furiosi per delle banalità, momenti drammatici che, in particolar modo alle persone per bene, procurano forte imbarazzo quando passa il momento di ira e si ritorna al normale status comportamentale di persone civili, pacate e comprensive.

Proprio la comprensione, se ci pensate, è l’elemento che crea senza accorgersene scintille che innescano le sopracitate improvvise esplosioni comportamentali. La comprensione che a volte, come tutte le risorse a nostra disposizione, si esaurisce. Capire perché la capacità di comprendere si esaurisce è un bel dilemma.

Escludiamo i soggetti che non hanno questa capacità per svariate ragioni – che per abbreviare definisco genetiche – e prendiamo in esame il tipo di soggetto tranquillo, gentile, sempre pronto a porsi con garbo sia in privato che in pubblico, rispettoso delle leggi e delle regole del vivere in comunità.

doppia filaImmaginiamo una giornata nella quale un povero cristo scende di casa per recarsi al lavoro e scopre che la sua auto è bloccata da un altro veicolo parcheggiato in modo non conforme, ad esempio in doppia fila, tanto da impedire di manovrare ed uscire dal parcheggio per recarsi al lavoro.

Inizia bene la giornata!!! Che fare in questi casi? I soggetti geneticamente truci suonano, gridano, sbraitano anche se sono le 6,00 del mattino. Una persona educata invece si guarda intorno, cerca di capire chi è il proprietario del mezzo che ostacola ed irrompe brutalmente nella sua vita. Passano i minuti e comincia lo stress da ritardo al lavoro. Più passa il tempo e più ci si sente vittime di una vera e propria azione di bullismo metropolitano gratuito. Si comincia a pensare di tutto e di più, pensieri anche cattivi puntualmente stoppati dalla parte buona che è in te, che sussurra: “mo devi fare discussione? Devi andare al lavoro, stai calmo tra un po’ arriva e tutto si risolve”.

Ma il “tra un po’” comincia, di li a poco, ad essere una definizione utopica. Son passati cinque minuti che sembrano cinque ore, un’ansia che sale perché se prendi la tangenziale più tardi sarai nel bel mezzo dell’ora di punta, con tutte le conseguenze del caso. Nel mentre nessuno si fa vivo e ti tocca pazientemente cominciare a citofonare a caso per chiedere e cercare il “vigliacco”, accidenti, ti scopri già pensante come una persona incazzata, ti trattieni e con calma continui il tuo sondaggio citofonico, che non porta alcun risultato. Son passati dieci minuti e davvero vorresti diventare una bestia, ma hai il serbatoio pieno di comprensione e fortunatamente vedi spuntare da una traversa un soggetto che molto tranquillamente, notandoti si avvicina alla sua auto e senza neanche degnarsi di chiedere scusa o quantomeno giustificare il suo comportamento, entra in macchina, avvia il motore e si sposta sbuffando.malasanità

A quel punto, dentro hai cento tori che scalpitano per schiacciarlo contro la parete. Ma l’ora di punta sta quasi arrivando e per evitare ulteriori conseguenze, entri in auto con le mani tremanti e finalmente puoi procedere in direzione ufficio.

Non pensare a quel imbecille altrimenti arrivi in ufficio e magari mandi a quel paese il capo. Accendi la radio per non pensarci e calmarti, ascolti il notiziario, ma di li a poco la spegni: tra bambini che vengono picchiati dalle maestre, vecchietti nelle case di cura che subiscono maltrattamenti, persone a cui in ospedale asportano organi sani anziché quelli malati. Spegni la radio sennò altro che tori, bisonti diventano, ma facciamo finta di niente, cerchiamo di digerire queste continue polpette al cianuro per la nostra psiche.

La psiche, spazio infinito racchiuso nella scatola cranica, in una piccola porzione del nostro cervello, tanto infinito quanto fragile, fragilissimo se in un soggetto vengono a mancare le premialità spontanee, quei momenti in cui riesci ad avere qualche soddisfazione che compensa ciò che devi sopportare abitualmente in modo forzoso e gratuito durante il vivere quotidiano.

Davvero impegnativa la vita per chi ha sani principi e li rispetta, una vita che solitamente vede persone per bene circondate da soggetti che senza alcun ritegno schiaffeggiando la nostra comprensione, prepotenti che non rispettano la coda, automobilisti incivili che impediscono il sereno attraversamento sulle strisce pedonali ed irrispettosi delle altrui difficoltà parcheggiano laddove c’è un posto riservato al portatore di handicap.

fruttivendoloAltri casi da stress sono gli esercizi commerciali che impegnano, durante l’orario di apertura, gli spazi dedicati al parcheggio per fare esposizione dei prodotti, oppure con motocicli e similari, appropriandosi ed arrogandosi il diritto di proprietà di un bene comune. Officine, Gommisti, Fruttivendoli, Fiorai, ecc. che usano il suolo pubblico senza avere un passo carrabile, senza assolvere gli obblighi legati all’occupazione di suolo pubblico, senza pagare quanto invece ad un normale cittadino vien chiesto obbligatoriamente, pena una sanzione. Nessuna sanzione a questi impuniti, un clima che spesso diventa connivenza, abusi reiterati che creano una intimidazione verso il cittadino per bene che resta immobile a viva forza visto che chi dovrebbe controllare non interviene.

Povero cristo, continua a viaggiare per andare al lavoro, i momenti di tensione sono sempre dietro l’angolo, specialmente se proprio da un angolo sbuca una macchina che, non rispettando lo stop, sfreccia inveendo accusandoti di essere in difetto. Col trascorrere delle ore ti rendi conto che devi fare massima attenzione ad ogni secondo della tua giornata, che nel suo trascorrere diventa inesorabilmente incandescente.

Si arriva al lavoro tra mille peripezie, una gara ad ostacoli, chi ti taglia la strada, chi ti suona perché vorrebbe che tu superassi i limiti di velocità in modo che lui possa correre di più visto che non può sorpassarti. Gente che impreca e si consuma in un caos che vuol trascinarti come in un magma infetto che dilaga ed ingoia tutti.

Un magma che sta eliminando vecchi valori che, se manifestati, si corre il rischio di essere oggetto di scherno. La cosa assurda è che la società è talmente controcorrente che una brava persona è un “coglione”.

Quindi il fantozziano soggetto per bene solo per arrivare in ufficio ha già quasi esaurito tutte le sue cartucce di comprensione. Come farà ad arrivare a sera in questo clima irreale e decisamente asfissiante e stancante?

Il vivere con i barbari rende barbari. Non dovrebbe essere così, ma è faticosissimo essere comprensivi, oltretutto di distributori di comprensione in giro, ch’io sappia, non ne esistono.

I nuovi mostri sono figli della società moderna. A volte sono le stesse persone per bene che una mattina, anziché aspettare che spostino l’auto parcheggiata in doppia fila a bloccare la propria, gli danno fuoco.

Esodo, la solidarietà disorganizzata è il vero business

12 aprile 2016
exodus

Del sistema Europa l’Italia e la Grecia stanno condividendo le criticità conseguenti al continuo esodo di esseri umani provenienti dalle zone mediorientali in fuga dai conflitti e dalla morti violente. Entrambe immerse in un mare che è un vero e proprio cimitero senza croci e senza foto, di tanto in tanto si commemorano le vittime con qualche corona di fiori che il mare inesorabilmente trascinerà in basso negli abissi, noi tutti speriamo che cadano sul fondo del mare la dove giacciono i resti dei natanti e delle speranze rimaste incastrate nelle stive.

L’Italia e la Grecia sono entrambe impegnate ad aiutare migliaia e migliaia di esseri umani che purtroppo e questa è la parte agghiacciante, sono consapevoli dei rischi che correrebbero salendo sui barconi che si tengono a galla per opera dello Spirito Santo, e decidono di salirci.

E’ una scelta difficile, alcuni addirittura non hanno mai visto il mare, non lo conoscono affatto, non sanno nuotare, questi esseri umani possiamo immaginarli come se fossero sul davanzale di una finestra, mentre dietro brucia tutto, con una differenza sostanziale, a loro mancano giù in basso i pompieri con il telone.

Per questi esseri umani la traversata del mar mediterraneo è un salto nel vuoto verso l’ignoto, la disperazione e la paura fanno si che l’ignoto sia la scelta giusta. La disperazione li rende sprezzanti del rischio, gli toglie il senso della fame, li fa navigare in condizioni inimmaginabili e li fa approdare quando va bene in condizioni estreme.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere su questa grave tragedia, possiamo fare facili previsioni sulla sua durata, asserendo senza tema di smentite che durerà molti anni ancora. Se queste sono le previsioni, peraltro avvalorate da personaggi del mondo scientifico e politico, perché non si inizia a pensare in modo diverso, perché continuiamo a lasciare a queste masse di disperati di alimentare un traffico sicuramente gestito da gruppi senza scrupoli paragonabili alla nostra malavita organizzata.

Come mai, secondo Voi, non si fa nulla per cambiare l’impostazione d’ingaggio e di approccio a questa criticità, che prevede in risposta all’esodo continuo, il pattugliamento del mare, il soccorso dei naufraghi, la loro cura ed accoglienza. Come mai si punta a questo metodo che crea una quantità di spesa impressionante e sprechi inimmaginabili?

Molti rispondono che c’è un business dietro tutte queste operazioni, i fatti di cronaca e le indagini della magistratura lo confermano. La marina, l’aeronautica, l’esercito, le forze dell’ordine, c’è né per tutti. D’altro canto comunque dovevano essere di perlustrazione a spese del bilancio dello stato, per cui, meglio a danno della Comunità Europea, anche se quando girano molti soldi poi non si sa bene più da dove arrivano e dove vanno.

Siamo sotto lo schiaffo dell’Europa? La Grecia vista la sua storia di questi ultimi anni potremmo giudicarla decisamente in amministrazione controllata permanente. E noi Italiani? Noi siamo molto più pratici a manipolare le situazioni più difficili ed incredibili riuscendo sempre a tirar fuori puntualmente dei vantaggi, ovviamente economici.

Personalmente, sarei per la realizzazione di aree protette con servizi essenziali, dei nuovi agglomerati urbani nelle quali accogliere chi cerca un rifugio. Aree nelle quali istruire le popolazioni per permettere loro di rientrare in possesso della loro dignità perduta e di essere autosufficienti al sostentamento delle loro famiglie. Insegnando loro arti, mestieri e pratiche per vivere in pace anche tra persone di diversa religione. Nuove Città realizzate con un fondo gestito dall’ONU creato con risorse versate dalle società petrolifere, che dovrebbero destinare parte dei loro proventi derivanti dalle attività estrattive.

E’ nota la mia posizione in merito al #petrodio fonte a mio avviso di tutti i mali, vero e proprio virus che sta portando alla distruzione del pianeta ed ai propri abitanti. Immagino già i vostri commenti, per molti di voi questa prima ipotesi sembra da fantascienza, ma non dobbiamo escluderla a priori. Dobbiamo credere e trovare il modo per vivere senza il Petrolio.

Una cosa che potremmo fare immediatamente se solo tutti i governi lo volessero, indurre l’ONU a creare presidi la dove ci sono porti, dai quali salpano barche e gommoni carichi di profughi in fuga. Presidi utili a riconoscere, censire e valutare a chi offrire la possibilità di entrare in Europa. Questa procedura consentirebbe di setacciare i flussi riducendo i rischi e le conseguenti preoccupazioni peraltro sempre più crescenti in Europa, riferite al Terrorismo Islamico.

Ogni Stato membro della Comunità Europea metterebbe a disposizione una Nave per andare a prendere i profughi dai presidi dell’ONU, questo sistema permetterebbe di programmare meglio tutte le operazioni di accoglienza.

Ma se solo nella terra di ognuno di quei profughi fossimo così capaci di creare le condizioni per la Pace, se creassimo le Nuove Città della Fratellanza, sicuramente non vorrebbero più venire in Europa.

L’Italia e la Grecia sarebbero sollevate dal gravame destabilizzante conseguente a questa invasione, anche in ragione della chiusura delle frontiere della Slovenia ed all’atteggiamento dell’Austria che oggi ha annunciato la chiusura del Brennero.

Italia e Grecia a tutti gli effetti sono i filtri del sistema Europa, cosa accadrà se il flusso verrà bloccato in barba agli accordi di Schengen? Auguriamoci che non scoppino i tappi ai filtri.

Per questo dobbiamo crederci.

Referendum del 17 Aprile

5 aprile 2016
referendum

Sempre più frequentemente ascoltiamo e leggiamo notizie riguardanti le trivellazioni sul territorio e nelle aree marine Italiane. Non sembra facile decidere come comportarsi al referendum del 17 Aprile se votare SI per abrogare la legge o NO per non abrogarla.

Ma di che legge si parla? In realtà non si dibatte su una legge ma su un articolo, il numero 6 comma 17 del codice dell’ambiente, che, consentirà agli intestatari di licenze per l’estrazione di risorse fossili di sfruttare i giacimenti sino al loro esaurimento, di fatto eliminando le scadenze delle concessioni a suo tempo rilasciate.

Gli astensionisti ne fanno una ragione politica, non sarebbero certo avvantaggiati se venisse superato il quorum del 50% dei partecipanti al referendum, convalidandolo.

I sostenitori del SI intendono bloccare le estrazioni alla scadenza delle concessioni per preservare l’ambiente, scongiurare danni ambientali, che sarebbero grossi problemi per le economie locali che puntano sulla pesca, sul turismo naturalistico e sull’enogastronomia.

I sostenitori del NO contrari all’abrogazione sostengono che l’energia da FER copre appena il 7% del fabbisogno nazionale. Per loro e non si sbagliano il petrolio è una risorsa assolutamente necessaria. Aggiungo: “Necessaria per come continuiamo a comportarci ovvero scriteriatamente, senza una vera logica che forse dovremmo riprendere dai nostri avi che sapevano meglio vivere in armonia con il pianeta.

Sono anni che si parla di Ambiente, di Effetto Serra e sue conseguenze ed anche su quel fronte ci sono pro e contro, luminari che non ritengono attribuibili alle emissioni di CO2 in atmosfera l’innalzamento della temperatura media del pianeta, lo scioglimento dei ghiacciai perenni, ecc.

Io non riesco a capire perché in pochi guardano le cose nella giusta prospettiva, forse per interessi o per essere loro stessi ignari e inglobati grazie al loro comportamento nel sistema economico materialistico del consumismo sfrenato che origina l’usa e getta piuttosto che il riciclo, che determina una quantità di rifiuti non solo per la produzione di beni voluttuari ma anche per il loro confezionamento prevalentemente con plastica ed affini tutti sottoprodotti del petrolio.

Senza girarci troppo intorno a mio avviso il petrolio è a tutti gli effetti l’origine di tutti i conflitti, di tutti i mali, del dolore e del sangue versato in ogni parte del pianeta. La dipendenza dal petrolio è un problema serio. Molti ed importanti i sottoprodotti come benzina, oli combustibili, plastica, cherosene, asfalto, GPL, gasolio, oli lubrificanti, catrame, paraffina, ecc. rinunciarvi di colpo è in realtà impossibile. Un vero e proprio cancro dell’umanità che si è lasciata abbindolare e trascinare nella dipendenza più atroce della storia dell’umanità.

Ecco perché molti uomini non si soffermano neanche un po’ su questo tema epocale, che di certo finirà per generare un giorno o l’altro catastrofi e cataclismi che oggi sembrano lontani ma che in realtà sono pericolosamente vicini, anche perché già preannunciati da Tsunami, Uragani, Eruzioni Vulcaniche, innalzamento delle temperature e desertificazione.

L’umanità è disorientata in materia di risparmio energetico, titubante se non ignorante sulla valenza di una trasformazione comportamentale di ogni essere umano, utile al riallineamento dell’impronta ecologica. Siamo paurosamente sbilanciati e scompensati, diretti verso l’esaurimento delle risorse naturali della terra, incapace di rinnovarsi per far fronte alle nostre smodate richieste alimentari ed energetiche. Situazioni meteo-climatiche sensibili e suscettibili alle nostre impostazioni di vita. In questo buio generazionale una delle luci autorevoli è Luca Mercalli, un cittadino della terra che oltre ad esprimere pareri si prodiga in prima persona con un suo stile eco-sostenibile che è testimonianza del suo forte senso dell’Universo. Suggerisco di leggere il suo libro Prepariamoci vero e proprio compendio utile a capire ed orientarsi verso altre utilissime letture e relazioni sulle interazioni tra l’essere umano e Madre Terra.

Ognuno di noi ha una sua sfera di interessi e di percorsi abituali che meriterebbero di essere osservati con occhio distaccato ed imparziale, guardati con calma, non per cercar di scovare ed evidenziare, come solitamente facciamo tutti, gli errori del prossimo, quanto piuttosto per guardarci dentro e capire in che cosa sbagliamo noi stessi.

Detto ciò, ricollegandomi alla questione FER Trivelle e Referendum, non posso non denunciare l’assenza di approfondimenti, dibattiti utili per sentire i pareri di persone competenti in materia di risparmio energetico. L’era del petrolio finirà, deve finire, dobbiamo far tutti in modo che finisca. Come?

Se il nostro paese recuperasse tutto il patrimonio immobiliare e lo riqualificasse energeticamente.
Se gli Italiani fossero più sostenibili non solo a parole ma anche nei fatti.
Se si potesse ridurre lo spreco alimentare che genera CO2 per produrre ed inutilmente per smaltire.
Se si riducesse l’uso delle auto e si puntasse ai trasporti pubblici (possibilmente efficienti).
Se le città fossero progettate a misura d’uomo e non a misura delle imprese.

Chiaramente servono soluzioni intelligenti, ma non dobbiamo aspettare che piovano dall’alto, dobbiamo piuttosto favorire la fioritura di idee nei nostri vasi, nei nostri orti, nelle nostre passeggiate ed ogni altra nostra attività.

Un infinita lista di “SE” non ci deve spaventare, dobbiamo marcare stretto l’avversario e cercare di togliergli la palla, anche a costo di fare fallo, non possiamo più permetterci di perdere.

Io voterò “SI” per abrogare l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente.

Condividete se la pensate come me.

Speranze e Sogni

24 dicembre 2015
Papa Francesco

Giornate oziose scivolano silenziose,
fumo, cenere e boccate ansiose,
accanite puntate copiose.

Disperano, grattano, restando imbrigliati,
così, di usurai son prede i nuovi malati,
finanche il potere sfrutta i ludrogati.

Migrazioni costanti incessante moria,
scappano in massa dalla sharia,
mentre sgozzano con folle euforia.
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Chi fa da se fa per tre

23 dicembre 2015

Non puoi svegliarti se hai gli occhi chiusi,

Non puoi aderire se non ascolti,

Non puoi modificare se resti immobile,

Non puoi aspettare che gli altri facciano ciò che dovresti fare tu.

Jupa 23 Dic 2015

Scrivere mentre singhiozzi

14 dicembre 2015
Poesia

L’anima nutre il cuore,
questo produce pensieri,
questi producono commozione,
questa produce sentimenti,
questi pizzicano le corde vocali,
se le parole singhiozzano si finisce per scrivere.




Calendario di Morte – [Indiziato principale il Petrolio]

18 novembre 2015
Madre Terra

Tutto è iniziato a New York l’11/09/2001 con l’attentato alle Torri Gemelle, l’11/03/2004 viene colpita Madrid, l’anno successivo il 7/7/2005 viene colpita Londra, sempre Londra tra il 2006 e 2007 sventa stragi su aerei di linea e disinnesca ordigni trovati su auto di terroristi, il 22 luglio del 2011 in Norvegia ancora vittime innocenti. Un decennio segnato da migliaia di vittime dirette ed indirette. read more …

Cioè o ciò non è

6 novembre 2015

Se solo sapessi i tuoi interessi.

Se solo vedessi la tela che intessi.

Se solo vi conoscessi accetterei e sareste ammessi.

E noi, saremmo complici ed interconnessi.

Jupa  2015

Impulsi illogici

20 ottobre 2015

gattoevolpeMolti di voi ricorderanno la canzone che recitava: Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? Se ti fermi per un momento capirai!

Direi che oggi è attualissimo il concetto, rincorrendo la materia e le sue modificazioni a volte davvero differenti solo per il colore e per una misura, per un bottone in più, una funzione, una velocità di connessione, zainetti scolastici da buttare ogni anno, mode, consumismo, una metamorfosi che purtroppo coinvolge anche il comportamento dell’essere umano.

Mi è rimasta impressa la battuta di un amico al quale avevo raccontato che mi avevano rotto lo specchietto retrovisore esterno dell’auto e della difficoltà di guida conseguente, mi rispose seraficamente: “ma come facevamo quando non avevamo gli specchietti esterni? read more …

Campioni di Pace

20 ottobre 2015

Son note le piste che percorro,

tra mare e cielo il tempo passa senza ritorno,

son stanco ma non importa corro,

giubbotto colorato e tanta gente intorno.

Note le note anche a chi distratto non ascolta,

carezzevole un mantra ridonda,

rompe la quiete un dubbio talvolta,

cosa c’è sull’altra sponda. read more …