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ALBERO DI NATALE [ Il business del caro estinto ]

16 dicembre 2013

Quando siamo in prossimità delle Festività, Flora e Fauna cominciano ad essere oggetto di attenzioni molto particolari, se solo potessero parlare, racconterebbero dell’ansia che le assale in quei periodi, molto simile a quella che nei lager nazisti assaliva i prigionieri, quando, dopo essere stati radunati ed allineati sul cortile, aspettavano il barbaro svolgimento della selezione, di conoscere i nomi di coloro che sarebbero stati condotti nelle camere a gas per essere uccisi. 

Le feste sono momenti felici, ma non per tutti, infatti, per consacrarle diamo vita ad una serie di riti e tradizioni, il rito gastronomico per le sue modalità divide in classi sociali, la prima è composta da uomini che festeggiano imbandendo la tavola con grandi varietà di prelibatezze, così tante da non essere in grado di consumarle tutte, che purtroppo finiranno in discarica alla faccia della fame nel mondo e dell’overshoot day ; la seconda è composta da persone che festeggiano in forma più sobria, per rispetto di chi non ha i mezzi per mangiare ed anche per via di un progressivo impoverimento che sta portando all’Austerity; la terza non ci crederete, è la più nutrita, composta da persone per le quali Natale è un giorno come tutti gli altri. 

Mi rendo conto, che il preambolo introduttivo a molti potrà sembra paradossale, inopportuno, di cattivo gusto, forse il fine giustifica i mezzi. Tengo a chiarire approfondendo nel merito le singolari questioni: la questione “Fauna” che vede gli alimenti di origine animale presi di mira durante le feste, è un argomento sul quale molti illustri vegetariani hanno abbondantemente disquisito e visto che di articoli e spunti sulle risorse alimentari e la loro iniqua distribuzione ne è pieno il web, preferisco prendere in esame l’aspetto riguardante la “Flora”.

Vi informo che quest’anno circa 6 milioni di Abeti (fonte: Corpo Forestale dello Stato) sono stati sradicati per essere commercializzati, per diventare un Albero Natalizio,  un business, quello del “caro abete estinto” da circa 200 milioni di euro. Non mi stancherò mai di ricordare che questi abeti come tutta la vegetazione del pianeta concorrono alla riduzione della CO2 presente in atmosfera.  Per capire l’importanza di un Albero, bisognerebbe riuscire a conteggiare quanta CO2 riesce ad assorbire, il calcolo è complesso per una serie di variabili “Tipo, Dimensioni, Ubicazione, Età” (www.reteclima.it) . Per facilitare il calcolo ho attribuito ad ogni singolo albero una capacita media annua nominale di assorbimento di CO2 molto bassa, pari a 10 Kg di CO2, otteniamo dalla moltiplicazione che questi alberi da vivi avrebbero trasformato in Ossigeno almeno 60.000,00 tonnellate di CO2. Questo dato non dice nulla se non lo compariamo a qualcosa che conosciamo bene, scopriamo quanta CO2 una auto di 1400-2000 cc rilascia percorrendo 10000 Km (www.co2balance.it):

  • se alimentata a Diesel 1,5 Tonnellate di CO2 
  • se alimentata a Benzina 2,05 Tonnellate di CO2
  • se alimentata a GPL 1,14 Tonnellate di CO2

Calcolare quanti litri di ossigeno diventerebbero 60.000,00 tonnellate di CO2 per fotosintesi clorofilliana e quindi cosa ci avrebbero donato quei 6 Mln di Abeti, è un calcolo ben più complesso, ma credo che leggendo questi dati, si capisce bene quanto sia insostenibile il business sull’Albero di Natale.

Questo non deve però far credere che usare alberi sintetici sia più eco-sostenibile, infatti l’Albero di Natale “Vero” è assolutamente una scelta più GREEN. Perché il petrolio utilizzato per produrre quelli sintetici è decisamente superiore in termini di +CO2 di quello non metabolizzato dagli alberi veri sradicati. 

Merry

Christmas

Come ci comportiamo?

Non facciamo più l’Albero di Natale?

Come continuare ad essere eco-sostenibili?

Come rappresentare il Natale con il suo simbolo per eccellenza?

L’ALBERO

DI

NATALE

 

Il primo suggerimento, quello più spontaneo e naturale: piantare un Abete ed addobbarlo una volta l’anno. Ma non tutti hanno un giardino. Un’idea sarebbe creare da se il proprio Albero di Natale, come già sappiamo fare da sempre con il Presepe, accantonando scatolette, oggetti, materiali, recuperando e riciclando cose che sembrano insignificanti.

Riciclare e Riusare è un esercizio che sviluppa sensibilità ambientale. Molti sono gli aspetti positivi conseguenti a questo modus vivendi. Intanto, il sentimento del Natale ci accompagnerebbe per tutto l’anno, saremmo presi costantemente dalla programmazione, tanto da veder generarsi riflessi condizionati, che non sarebbe male, ci scopriremmo presi in idee di riutilizzo, la realizzazione dell’albero working progress h24, che coinvolgerà tutta la famiglia, cosa questa decisamente molto educativa per i bambini e principalmente per noi stessi. 

Insegniamo-ci a non buttare tutto nella spazzatura, a guardare ogni oggetto in una prospettiva temporale ben più lunga, immaginando per quell’oggetto rinascita a nuova vita, la metamorfosi, la rivalorizzazione, il divenir altro, un pacchettino colorato da appendere, un addobbo, anche solo semplicemente una scatola per confezionare un regalino da riciclare o comprato in un mercatino dell’antiquariato dove ci è stato consegnato avvolto nella solito foglio di giornale. Questo esercizio quotidiano alimenta e scatena la fantasia, la creatività, l’inventiva, l’ingegno, tutto quanto a Km0, tutto più eco-sostenibile, contribuendo a ridurre la CO2 e spendendo qualche euro in meno. 

Imparare a riciclare e riutilizzare porta linfa al nostro cervello, evitandone il suo appiattimento, evitando che mode e tendenze costruiscano gli ambienti rendendoli usuali, a volte kitsch ed anche un po’ freddi. Riscaldiamo le nostre case con lavori collettivi dove inseme ai nostri figli possiamo essere e diventare artisti, designer, inventori dei nostri nuovi e più caldi ambienti, nei quali vivere in modo ancor più sentito e tutti insieme le feste natalizie.

Buone Feste e Buon Anno Nuovo

Paolo Iusco

 

Un albero di Natale realizzato con oltre 2.000 bottiglie di plastica, realizzato dai dipendenti di Groupama Assicurazioni, entra a far parte delle opere del progetto Alberi in Viaggio per contribuire a una missione benefica. Groupama Assicurazioni, filiale della francese Groupama SA, ha scelto infatti di festeggiare il Natale con un albero molto particolare, che ribadisce l’impegno nella diffusione della cultura della responsabilità, sia verso l’ambiente che verso le persone che si trovano in condizioni di disagio economico. L’abete, inaugurato l’11 dicembre presso la sede romana della compagnia assicurativa, è stato realizzato esclusivamente con materiale riciclato ed è frutto dell’adesione al progetto Alberi in Viaggio.
L’autrice della singolare opera è Gaia Giugni, pittrice, illustratrice e curatrice di numerose installazioni e mostre in tutta Italia, che ha riutilizzato più di 2.000 bottiglie di plastica, raccolte dai dipendenti di Groupama Assicurazioni presso la loro sede di lavoro, oltre a tubi di risulta di fabbriche. In questo modo la compagnia ha posto l’accento, ancora una volta, sull’importanza dell’adozione di stili di vita che contribuiscono a mettere al sicuro il mondo nel quale viviamo. L’abete del progetto Alberi in Viaggio ha inoltre un’importante finalità benefica. Il contributo versato da Groupama Assicurazioni per la sua realizzazione, infatti, verrà parzialmente devoluto a un’associazione benefica. Inoltre, terminate le festività, l’albero verrà conservato e potrà essere affittato o acquistato da altre aziende, garantendo ulteriori donazioni e continuando a generare sostegno. Continua a leggere l’articolo >> >

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