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Calendario di Morte – [Indiziato principale il Petrolio]

18 novembre 2015
Madre Terra

Tutto è iniziato a New York l’11/09/2001 con l’attentato alle Torri Gemelle, l’11/03/2004 viene colpita Madrid, l’anno successivo il 7/7/2005 viene colpita Londra, sempre Londra tra il 2006 e 2007 sventa stragi su aerei di linea e disinnesca ordigni trovati su auto di terroristi, il 22 luglio del 2011 in Norvegia ancora vittime innocenti. Un decennio segnato da migliaia di vittime dirette ed indirette.

Più vicini nel tempo, a Peshawar in Pakistan Il 22/09/2013 in un attentato in una chiesa 81 morti e centinaia di feriti. Ancora a Peshawar il 16/12/2014 attentato in una scuola con 145 morti di cui 132 vittime tra i 10 e i 20 anni e 124 feriti di cui 121 bambini.

Nel Sud della Cina il 1° marzo 2015 otto uomini armati di coltelli si sono scagliati contro la folla, compiendo un massacro: 33 morti e 143 feriti.

In Kenia il 2 Aprile del 2015 in un campus 148 studenti cristiani vengono trucidati da un commando armato.

Tra il 31 Ottobre e il 4 Novembre cadono due aerei russi uno in Egitto e un altro Sinai un altro bilancio, che conta 265 vittime.

La giornata più tragica è il 13 Novembre 2015 ma non solo per tutte le 129 vittime Francesi ma anche e lo voglio sottolineare con forza, visto che non ne sta parlando nessun organo di stampa, Facebook ha immediatamente attivato la funzione colori francesi su foto degli account.

Davanti alla morte non possiamo e dobbiamo fare distinzioni.

La giornata più tragica è il 13 Novembre 2015 anche per i 41 morti e 200 feriti degli attentati avvenuti a Beirut in Libano per mano dei militanti dell’ISIS.

Se siamo democratici, se siamo cristiani, se coltiviamo la pace dobbiamo inchinarci su tutte le Bandiere indistintamente e non solo su quella Francese con tutto il rispetto ed il bene che voglio ai Francesi.

Sicuramente ho omesso tantissime altre vittime e bandiere, sicuramente ognuno di Voi ormai sente forte la nausea, sente forte un senso di impotenza. Potremo tornare ad essere potenti? Potremo invertire la rotta del comportamento umano che ignora elementi basilari e fondamentali alla sussistenza di un equilibrio cosmico.

Il baratto della morte e dell’inquinamento, vede esseri umani che consegnano denaro per avere in cambio petrolio, gli stessi esseri umani producono armi e le cedono per riappropriarsi dei soldi per poter ancora comprare petrolio, una ruota che meriterebbe di essere prima rallentata, poi fermata ed infine fatta girare in senso inverso a quel verso che cosi tanti danni ancora sta provocando.

Oltre alle Guerre che non avrebbero modo di esistere in mancanza di petrolio da vendere, dobbiamo riuscire ad immaginare per l’assenza di richiesta di petrolio, un mondo ecologico alternativo a questa folle corsa verso il disastro del consumismo sfrenato ed indebitante.

Se aspettiamo che cambi il prossimo il mondo non cambierà mai, noi stessi dobbiamo cambiare.

Se vuoi commentare fai pure, mi fa molto piacere leggerti.