Se il tempo a disposizione è poco, chiudi gli occhi e sogna, avrai tutto il tempo che ti occorre.
Show MenuHide Menu

Esodo, la solidarietà disorganizzata è il vero business

12 aprile 2016
exodus

Del sistema Europa l’Italia e la Grecia stanno condividendo le criticità conseguenti al continuo esodo di esseri umani provenienti dalle zone mediorientali in fuga dai conflitti e dalla morti violente. Entrambe immerse in un mare che è un vero e proprio cimitero senza croci e senza foto, di tanto in tanto si commemorano le vittime con qualche corona di fiori che il mare inesorabilmente trascinerà in basso negli abissi, noi tutti speriamo che cadano sul fondo del mare la dove giacciono i resti dei natanti e delle speranze rimaste incastrate nelle stive.

L’Italia e la Grecia sono entrambe impegnate ad aiutare migliaia e migliaia di esseri umani che purtroppo e questa è la parte agghiacciante, sono consapevoli dei rischi che correrebbero salendo sui barconi che si tengono a galla per opera dello Spirito Santo, e decidono di salirci.

E’ una scelta difficile, alcuni addirittura non hanno mai visto il mare, non lo conoscono affatto, non sanno nuotare, questi esseri umani possiamo immaginarli come se fossero sul davanzale di una finestra, mentre dietro brucia tutto, con una differenza sostanziale, a loro mancano giù in basso i pompieri con il telone.

Per questi esseri umani la traversata del mar mediterraneo è un salto nel vuoto verso l’ignoto, la disperazione e la paura fanno si che l’ignoto sia la scelta giusta. La disperazione li rende sprezzanti del rischio, gli toglie il senso della fame, li fa navigare in condizioni inimmaginabili e li fa approdare quando va bene in condizioni estreme.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere su questa grave tragedia, possiamo fare facili previsioni sulla sua durata, asserendo senza tema di smentite che durerà molti anni ancora. Se queste sono le previsioni, peraltro avvalorate da personaggi del mondo scientifico e politico, perché non si inizia a pensare in modo diverso, perché continuiamo a lasciare a queste masse di disperati di alimentare un traffico sicuramente gestito da gruppi senza scrupoli paragonabili alla nostra malavita organizzata.

Come mai, secondo Voi, non si fa nulla per cambiare l’impostazione d’ingaggio e di approccio a questa criticità, che prevede in risposta all’esodo continuo, il pattugliamento del mare, il soccorso dei naufraghi, la loro cura ed accoglienza. Come mai si punta a questo metodo che crea una quantità di spesa impressionante e sprechi inimmaginabili?

Molti rispondono che c’è un business dietro tutte queste operazioni, i fatti di cronaca e le indagini della magistratura lo confermano. La marina, l’aeronautica, l’esercito, le forze dell’ordine, c’è né per tutti. D’altro canto comunque dovevano essere di perlustrazione a spese del bilancio dello stato, per cui, meglio a danno della Comunità Europea, anche se quando girano molti soldi poi non si sa bene più da dove arrivano e dove vanno.

Siamo sotto lo schiaffo dell’Europa? La Grecia vista la sua storia di questi ultimi anni potremmo giudicarla decisamente in amministrazione controllata permanente. E noi Italiani? Noi siamo molto più pratici a manipolare le situazioni più difficili ed incredibili riuscendo sempre a tirar fuori puntualmente dei vantaggi, ovviamente economici.

Personalmente, sarei per la realizzazione di aree protette con servizi essenziali, dei nuovi agglomerati urbani nelle quali accogliere chi cerca un rifugio. Aree nelle quali istruire le popolazioni per permettere loro di rientrare in possesso della loro dignità perduta e di essere autosufficienti al sostentamento delle loro famiglie. Insegnando loro arti, mestieri e pratiche per vivere in pace anche tra persone di diversa religione. Nuove Città realizzate con un fondo gestito dall’ONU creato con risorse versate dalle società petrolifere, che dovrebbero destinare parte dei loro proventi derivanti dalle attività estrattive.

E’ nota la mia posizione in merito al #petrodio fonte a mio avviso di tutti i mali, vero e proprio virus che sta portando alla distruzione del pianeta ed ai propri abitanti. Immagino già i vostri commenti, per molti di voi questa prima ipotesi sembra da fantascienza, ma non dobbiamo escluderla a priori. Dobbiamo credere e trovare il modo per vivere senza il Petrolio.

Una cosa che potremmo fare immediatamente se solo tutti i governi lo volessero, indurre l’ONU a creare presidi la dove ci sono porti, dai quali salpano barche e gommoni carichi di profughi in fuga. Presidi utili a riconoscere, censire e valutare a chi offrire la possibilità di entrare in Europa. Questa procedura consentirebbe di setacciare i flussi riducendo i rischi e le conseguenti preoccupazioni peraltro sempre più crescenti in Europa, riferite al Terrorismo Islamico.

Ogni Stato membro della Comunità Europea metterebbe a disposizione una Nave per andare a prendere i profughi dai presidi dell’ONU, questo sistema permetterebbe di programmare meglio tutte le operazioni di accoglienza.

Ma se solo nella terra di ognuno di quei profughi fossimo così capaci di creare le condizioni per la Pace, se creassimo le Nuove Città della Fratellanza, sicuramente non vorrebbero più venire in Europa.

L’Italia e la Grecia sarebbero sollevate dal gravame destabilizzante conseguente a questa invasione, anche in ragione della chiusura delle frontiere della Slovenia ed all’atteggiamento dell’Austria che oggi ha annunciato la chiusura del Brennero.

Italia e Grecia a tutti gli effetti sono i filtri del sistema Europa, cosa accadrà se il flusso verrà bloccato in barba agli accordi di Schengen? Auguriamoci che non scoppino i tappi ai filtri.

Per questo dobbiamo crederci.

Se vuoi commentare fai pure, mi fa molto piacere leggerti.