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Il settimo giorno

9 Gennaio 2015

meditazioneIl settimo giorno dopo la battaglia dei sei giorni feriali è senza dubbio una risorsa. Inteso dai più come giorno del riposo, giornata per recuperare le forze, una porzione di tempo per “staccare la spina”, il giorno in cui non è possibile essere oggetto di mobbing da parte del tuo capo, non squilla il telefono per una chiamata da parte del direttore di banca che ti ricorda di provvedere ad un versamento, ecc..

La Domenica è a tutti gli effetti una pausa, o almeno dovrebbe essere tale, ma per molti non lo è più.

Il settimo giorno ha una magica valenza matematica, analizzando possiamo dire che il settimo giorno è un fattore delimitativo, una parentesi che racchiude una non tanto banale moltiplicazione tra due numeri primi (3×2), la doppia perfezione, al risultato bisogna aggiungere un’altra alba ed il conseguente tramonto per creare un intervallo di tempo numero primo a sua volta, sette, settimo, settimana.

A Dio servirono sei giorni per creare l’Universo, si fermò e benedì il settimo giorno, durante il quale godendosi il creato si riposò.

cocacolaOggi il settimo giorno sembra non esistere, una risorsa cancellata, svalutata e soppiantata da una indefinibile frenesia collettiva, da una follia, esseri umani ignari di essere imbottigliati, mentre sono imprigionati vivono convinti di navigare liberi, una vera e propria illusione mentre sono semplicemente intrappolati nel materialismo, un virus altamente contagioso e replicante, sul quale nessuno sta studiando ne raccogliendo fondi per sviluppare antidoti o vaccini. Anche perché in questo caso ben si applica il detto: “ognuno è medico di se stesso.”

Non sarà semplice sciogliere le catene del materialismo, gli strumenti per inoculare la malattia che potrebbe distruggere l’umanità circondano l’essere umano, la vittima viene indotta a cambiare il valore delle cose, i valori tradizionali vengono soppiantati da cose nuove, inutili o con una utilità momentanea non esattamente indispensabile, a volte assolutamente inappropriata. Un assedio cerebrale capitalistico con Volantini, Manifesti, Cartelli Stradali, Media, Banner, una apoteosi di stimoli, lo status simbol e le mode.

Il pifferaio magico suona ed incanta spostando l’attenzione dell’uomo dalle cose utili all’inutile, un turnover che impone i nuovi modelli rapidamente e i primi sintomi di questa pandemia sono ad esempio il malessere prima e la depressione negli stadi avanzati poi, in ragione del mancato possesso dell’ultimo apparato tecnologico dotato di proprietà assolutamente inutili, una futilità che, se posseduta, classifica e identifica.codedaapple

Siamo davvero alla frutta. Code anche di notte all’addiaccio per poter possedere l’ultima versione del telefonino supertecnologico. E’ inammissibile soffrire per non possedere un oggetto, addirittura delinquere o prostituirsi per possederlo.

Il consumismo produce CO2, costi ed indebitamento, rifiuti ed ecomafie. Bisognerebbe creare un nuovo reato: “istigazione al consumo.”
Il settimo giorno dovrebbe essere il giorno della meditazione, dell’osservazione, delle attività di svago, dell’autocritica,  della famiglia, della lettura, ecc.

meditazione2Invece ognuno cerca di scavare un tunnel per sbucare dall’altra parte della montagna, tutti sempre a scavare, incuranti di ciò che potrebbe verificarsi dietro di loro, così presi dall’arrivare prima.
Il settimo giorno è quello durante il quale dobbiamo osservare così come fece Dio quello che abbiamo creato, cercare di capire dove potrebbero esserci cedimenti, dove la nostra opera è debole, per poi puntellare bene tutte le incoerenze delle pareti appena messe a nudo che potrebbero cedere dietro di noi, intervenendo quindi dove è necessario per evitare di restare imprigionati per sempre dentro una montagna che volendo avremmo potuto scalare con calma senza aver fretta di arrivare.

Non è importante arrivare all’obbiettivo ma riuscire a godersi ogni singolo momento, le fotografie scattate al panorama, la qualità dell’aria respirata, i momenti vissuti in questo viaggio che tutti facciamo durante il nostro cammino. Il bello della esistenza è la gioia di viverla consapevoli e protagonisti, capaci di rinunciare al futile indotto dal materialismo e quand’anche non arrivassimo in cima saremo stati così serenamente spettatori e primi attori che intelligentemente si son goduti tutti i paesaggi ed i passaggi, mentre pian piano salivano la montagna con semplicità e spiritualità.

 

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