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La Previdenza Sociale Integrativa, dubbi e limitazioni, gli agenti di commercio si interrogano.

20 febbraio 2014

Il sistema previdenziale Italiano per tutti i lavoratori ancora in attività sta diventando motivo di forti preoccupazioni, legate alle continue modificazione delle sue regole, al progressivo e continuo cambiamento dello status quo, tale da conferire sempre più al sistema pensionistico Italiano i contorni ed i colori di un biglietto della lotteria.

Un cambiamento che ha reso il sistema davvero molto complesso e complicato, difficile da interpretare e da accettare per i lavoratori che, dopo anni ed anni di versamenti, corrono il rischio di non avere i mezzi sufficienti per vivere senza perdere la propria dignità.

Il caso più controverso e complicato, che rasenta i confini della truffa a danno di soggetti deboli, verso i quali si discrimina mediante norme e regole deliberate ad hoc per avvantaggiare solo le classi dirigenti di un Ente, è quello che patiscono gli Agenti di Commercio.

Sul web si stanno aprendo accese discussioni, accuse di cattiva e interessata gestione del bene comune, si parla di violazione dei diritti del cittadino lavoratore, di violazione dei diritti di proprietà, di discriminazione etica, di tutto di più, gli animi sono molto accesi, fortunatamente i toni sono pacati, proprio perché la calma è il primo requisito per svolgere la professione dell’Agente di Commercio.

Questo clima di lucida e fredda calma è un substrato altamente fertile, nel quale sta radicando il seme fondativo della discussione “Restituzione dei contributi Enasarco”. Germogliano e fioriscono confronti, uno scambio di informazioni, ognuno racconta i propri dubbi. Ad esempio:

1)Ho cambiato mestiere, sono stato assunto, perché devo perdere i contributi versati all’Enasarco?
2)Vorrei investire nella mia attività, non riesco ad accedere al credito, corro un grave rischio di fallire, perché, non devo poter ricapitalizzare la mia azienda con i miei fondi contributivi integrativi disponibili versati all’Enasarco? Non poter riscattarli aumenta il rischio di default che scatena la conseguente perdita dei propri soldi versati per via della cessazione gioco forza della mia attività.
3)Visto che pago contributi obbligatori all’INPS e integrativi ad ENASARCO, perché non dovrei poter cambiare l’Istituto Assicurativo visto che oltretutto non mi fido di come viene gestito il patrimonio e i fondi di investimento da Enasarco? 

Queste le domande più sollevate, l’attività di confronto e di discussione tra vari agenti che hanno creato il gruppo “Class Action Enasarco” su Facebook, hanno consentito di stilare un primo documento contenente una lista di domande da sottoporre sul web, per creare il primo sondaggio di opinione della categoria. Anche per ridurre la disinformazione, fare in modo che vengano messe in luce le criticità, per poter correggere e risolvere questi problemi che causano moltissima apprensione e preoccupazione agli agenti di commercio.

Queste le domande del sondaggio:

PRIMO QUESITO
Secondo te, può Enasarco, oggi, soggetto a DIRITTO PRIVATO, perseguire finalità di pubblico interesse mediante la gestione di forme di pensioni INTEGRATIVE OBBLIGATORIE a favore degli Agenti e Rappresentanti di Commercio ai sensi della legge 2 febbraio 1973, n. 12 ? Considerando anche che L’art. 1 di tale legge sancisce che “l’Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio, ENASARCO, già riconosciuto con regio decreto 6 giugno 1939, n. 1305, è dotato di personalità giuridica di DIRITTO PUBBLICO ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.” Per cui, dell’una , l’altra.

SECONDO QUESITO
Secondo te, può un soggetto a DIRITTO PRIVATO richiedere versamenti OBBLIGATORI per PENSIONE INTEGRATIVA? Se la pensione è integrativa, lo dice la parola stessa, è ad integrazione di un servizio già erogato, ed il servizio erogato OBBLIGATORIAMENTE viene fatto dall’INPS. Indi per cui, nella mera ipotesi, dovrebbe essere l’INPS a richiederne l’INTEGRAZIONE e non l’ENASARCO ma ne dubito che l’INPS richieda tale integrazione posto il fatto che già versiamo le quote fisse più le ADDIZIONALI in base al reddito per l’accantonamento della pensione!

TERZO QUESITO
Visto che ENASARCO è un soggetto a DIRITTO PRIVATO, secondo te, l”Agente dovrebbe avere facoltà di scegliere se aprire una PENSIONE INTEGRATIVA presso questo ENTE o altro Istituto Assicurativo da lui scelto liberamente?

QUARTO QUESITO
Ad oggi, non è possibile ricongiungere i contributi previdenziali dall’ENASARCO all’INPS. Con la soppressione della AGENSUD (Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno Ente pubblico avente personalità giuridica propria) all’epoca dei fatti, la normativa (articolo 14 bis della Legge n. 96/1993) prevedeva due opzioni, una delle quali (di seguito chiamata ricongiungimento) prevedeva che i contributi precedentemente versati dai dipendenti, vale a dire dalla AGENSUD all’INPS, fossero ricongiunti con quelli che sarebbero stati versati successivamente dal Ministero ad un diverso ente previdenziale, vale a dire l’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica).
Nel caso nostro, vero sì che l’ENASARCO non è ancora stato soppresso (ci si chiede da anni il perché), dato che la nostra categoria è ormai orfana di un Albo specifico alla CCIAA soppresso nel 2013 ed ora siamo assimilati a qualsiasi altra attività economica (che versa i contributi solo all’INPS) con la presentazione della SCIA, perché allora non è data la possibilità di ricongiungere i contributi all’INPS per i periodi, eventualmente, scoperti e riscattare quelli eccedenti?
Secondo te, all’Agente dovrebbe essere concessa questa possibilità?

QUINTO QUESITO
L’art. 14 – Divieto di discriminazione – del Protocollo della Corte Europea dei diritti dell’Uomo sancisce che : Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione.
Nel caso di specie, la nostra Categoria risulta essere discriminata rispetto ad altre categorie lavorative essendo l’unica in Italia a versare i DOPPI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI OBBLIGATORI, tant’è che anche i PROCACCIATORI D’AFFARI e i SUB AGENTE sono esclusi da tale obbligo, ma pur sempre analoga attività svolgono. Certe mandanti offrono contratti di procacciatore giusto per economizzare sui contributi ma di fatto il collaboratore è un Agente a tutti gli effetti.
Secondo te, siamo una categoria discriminata rispetto alle altre?

SESTO QUESITO
Premesso che, La Corte Europea dei diritti dell’Uomo ribadisce che l’articolo 1 del Protocollo n. 1, comprende tre diverse norme: “la prima norma, enunciata nella prima frase del primo comma, è di natura generale ed enuncia il principio del diritto al rispetto dei propri beni; la seconda norma, contenuta nella seconda frase del primo comma, riguarda la privazione della proprietà e la sottopone a determinate condizioni; la terza norma, enunciata nel secondo comma, riconosce agli Stati Contraenti il diritto, tra le altre cose, di disciplinare l’uso dei beni in modo conforme all’interesse generale. Le tre norme, non sono, tuttavia, “distinte” nel senso di essere svincolate. La seconda e la terza norma si occupano di casi particolari di ingerenza nel diritto al rispetto dei beni, e dovrebbero pertanto essere interpretate alla luce del principio generale enunciato nella prima norma” (si veda, tra le altre, James e altri c. il Regno Unito, 21 febbraio 1986, § 37, Serie A n. 98; Iatridis c. Grecia [GC], n. 31107/96, § 55, CEDU 1999-II; e Beyeler c. Italia [GC], n. 33202/96, § 98, CEDU 2000-I).
Secondo Te ENASARCO viola le norme l’Art. 1 del Protocollo della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, la prima norma negandoci il principio del diritto al rispetto dei nostri beni (versamenti), la seconda norma privandoci della nostra proprietà (versamenti) e li sottopone a determinate condizioni?

SETTIMO QUESITO
Esaminando inoltre la terza norma dell’Art.1 del Protocollo della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, premesso che lo Stato nella persona del Presidente della Repubblica, come indicato nella Legge 2 febbraio 1973, n. 12, potrebbe benissimo modificare lo statuto a salvaguardia della categoria e nel rispetto del Protocollo della Corte Europea, secondo Te lo Stato deliberatamente viola la terza norma omettendo di disciplinare l’uso dei beni della categoria in modo conforme all’interesse generale?

Per consultare il sondaggio online e dare un parere http://goo.gl/IrYJuS (tempo stimato per completare le risposte SI/NO 2 minuti)

Per visitare il gruppu su FB : http://goo.gl/f3TqSE

Per seguire su Twitter : @ClasActEnasarco #classactionenasarco

Leggi un altro sondaggio sul Diritto di Proprietà : http://goo.gl/LGUHsy

 

PAOLO IUSCO

 

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