Se il tempo a disposizione è poco, chiudi gli occhi e sogna, avrai tutto il tempo che ti occorre.
Show MenuHide Menu

Referendum del 17 Aprile

5 aprile 2016
referendum

Sempre più frequentemente ascoltiamo e leggiamo notizie riguardanti le trivellazioni sul territorio e nelle aree marine Italiane. Non sembra facile decidere come comportarsi al referendum del 17 Aprile se votare SI per abrogare la legge o NO per non abrogarla.

Ma di che legge si parla? In realtà non si dibatte su una legge ma su un articolo, il numero 6 comma 17 del codice dell’ambiente, che, consentirà agli intestatari di licenze per l’estrazione di risorse fossili di sfruttare i giacimenti sino al loro esaurimento, di fatto eliminando le scadenze delle concessioni a suo tempo rilasciate.

Gli astensionisti ne fanno una ragione politica, non sarebbero certo avvantaggiati se venisse superato il quorum del 50% dei partecipanti al referendum, convalidandolo.

I sostenitori del SI intendono bloccare le estrazioni alla scadenza delle concessioni per preservare l’ambiente, scongiurare danni ambientali, che sarebbero grossi problemi per le economie locali che puntano sulla pesca, sul turismo naturalistico e sull’enogastronomia.

I sostenitori del NO contrari all’abrogazione sostengono che l’energia da FER copre appena il 7% del fabbisogno nazionale. Per loro e non si sbagliano il petrolio è una risorsa assolutamente necessaria. Aggiungo: “Necessaria per come continuiamo a comportarci ovvero scriteriatamente, senza una vera logica che forse dovremmo riprendere dai nostri avi che sapevano meglio vivere in armonia con il pianeta.

Sono anni che si parla di Ambiente, di Effetto Serra e sue conseguenze ed anche su quel fronte ci sono pro e contro, luminari che non ritengono attribuibili alle emissioni di CO2 in atmosfera l’innalzamento della temperatura media del pianeta, lo scioglimento dei ghiacciai perenni, ecc.

Io non riesco a capire perché in pochi guardano le cose nella giusta prospettiva, forse per interessi o per essere loro stessi ignari e inglobati grazie al loro comportamento nel sistema economico materialistico del consumismo sfrenato che origina l’usa e getta piuttosto che il riciclo, che determina una quantità di rifiuti non solo per la produzione di beni voluttuari ma anche per il loro confezionamento prevalentemente con plastica ed affini tutti sottoprodotti del petrolio.

Senza girarci troppo intorno a mio avviso il petrolio è a tutti gli effetti l’origine di tutti i conflitti, di tutti i mali, del dolore e del sangue versato in ogni parte del pianeta. La dipendenza dal petrolio è un problema serio. Molti ed importanti i sottoprodotti come benzina, oli combustibili, plastica, cherosene, asfalto, GPL, gasolio, oli lubrificanti, catrame, paraffina, ecc. rinunciarvi di colpo è in realtà impossibile. Un vero e proprio cancro dell’umanità che si è lasciata abbindolare e trascinare nella dipendenza più atroce della storia dell’umanità.

Ecco perché molti uomini non si soffermano neanche un po’ su questo tema epocale, che di certo finirà per generare un giorno o l’altro catastrofi e cataclismi che oggi sembrano lontani ma che in realtà sono pericolosamente vicini, anche perché già preannunciati da Tsunami, Uragani, Eruzioni Vulcaniche, innalzamento delle temperature e desertificazione.

L’umanità è disorientata in materia di risparmio energetico, titubante se non ignorante sulla valenza di una trasformazione comportamentale di ogni essere umano, utile al riallineamento dell’impronta ecologica. Siamo paurosamente sbilanciati e scompensati, diretti verso l’esaurimento delle risorse naturali della terra, incapace di rinnovarsi per far fronte alle nostre smodate richieste alimentari ed energetiche. Situazioni meteo-climatiche sensibili e suscettibili alle nostre impostazioni di vita. In questo buio generazionale una delle luci autorevoli è Luca Mercalli, un cittadino della terra che oltre ad esprimere pareri si prodiga in prima persona con un suo stile eco-sostenibile che è testimonianza del suo forte senso dell’Universo. Suggerisco di leggere il suo libro Prepariamoci vero e proprio compendio utile a capire ed orientarsi verso altre utilissime letture e relazioni sulle interazioni tra l’essere umano e Madre Terra.

Ognuno di noi ha una sua sfera di interessi e di percorsi abituali che meriterebbero di essere osservati con occhio distaccato ed imparziale, guardati con calma, non per cercar di scovare ed evidenziare, come solitamente facciamo tutti, gli errori del prossimo, quanto piuttosto per guardarci dentro e capire in che cosa sbagliamo noi stessi.

Detto ciò, ricollegandomi alla questione FER Trivelle e Referendum, non posso non denunciare l’assenza di approfondimenti, dibattiti utili per sentire i pareri di persone competenti in materia di risparmio energetico. L’era del petrolio finirà, deve finire, dobbiamo far tutti in modo che finisca. Come?

Se il nostro paese recuperasse tutto il patrimonio immobiliare e lo riqualificasse energeticamente.
Se gli Italiani fossero più sostenibili non solo a parole ma anche nei fatti.
Se si potesse ridurre lo spreco alimentare che genera CO2 per produrre ed inutilmente per smaltire.
Se si riducesse l’uso delle auto e si puntasse ai trasporti pubblici (possibilmente efficienti).
Se le città fossero progettate a misura d’uomo e non a misura delle imprese.

Chiaramente servono soluzioni intelligenti, ma non dobbiamo aspettare che piovano dall’alto, dobbiamo piuttosto favorire la fioritura di idee nei nostri vasi, nei nostri orti, nelle nostre passeggiate ed ogni altra nostra attività.

Un infinita lista di “SE” non ci deve spaventare, dobbiamo marcare stretto l’avversario e cercare di togliergli la palla, anche a costo di fare fallo, non possiamo più permetterci di perdere.

Io voterò “SI” per abrogare l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente.

Condividete se la pensate come me.

Se vuoi commentare fai pure, mi fa molto piacere leggerti.